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ALCOHOL, ALCOHOL RELATED PROBLEMS & SOCIAL ECOLOGY ALCOL, PROBLEMI ALCOLCORRELATI ED ECOLOGIA SOCIALE Per la promozione dell'approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi e per lo sviluppo dei Club degli Alcolisti in Trattamento (metodo Hudolin) Promoting the Social-Ecological Approach to the Alcohol related and Mixed Problems, and supporting the dissemination of Clubs of Alcoholics in Treatment (Hudolin Methodology) |
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a cura di Ennio Palmesino
Course of Sensibilisation Lignano Sabbiadoro - May 2009
Notizie WACAT maggio 2009 Progetto europeo come già comunicato, la WACAT voleva presentare un progetto alla Commissione Europea per la valutazione del lavoro nei Club. Questa esigenza di valutazione era stata espressa da tempo da alcune associazioni di club stranieri, ed era prevista nella carta costitutiva WACAT fra gli obiettivi da raggiungere. Pur avendo ottenuto l'indispensabile adesione di un ente scientifico di ricerca, il CNR, e l’adesione formale di 6 associazioni straniere, non è stata ottenuta l'adesione dell’Aicat, che ha dichiarato di non avere abbastanza informazioni sul progetto. Visto il rifiuto dell’Aicat, anche il CNR si è ritirato e così non è stato possibile presentare il progetto in tempo per la scadenza del bando europeo (20 maggio 2009). Corso Internazionale di Lignano Si è svolto il 25/30 maggio a Lignano il tradizionale corso internazionale di sensibilizzazione in lingua inglese per volontari stranieri, organizzato dalla Scuola Europea di Alcologia di Udine, con la collaborazione della WACAT. Quest'anno i corsisti provenivano da Danimarca, Norvegia, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Albania, Sri Lanka, Kenya e Italia. India Pare vi si svolgerà un corso di sensibilizzazione. Attendiamo di avere più dettagli.
Notizie WACAT giugno 2009
Corso Monotematico di La Verna vi hanno partecipato, invitati dagli organizzatori, il vice presidente WACAT per le Americhe Juan Manuel Cerna Guerrero (dal Cile), accompagnato dalla moglie, insieme ai delegati WACAT Guillermo Frascara (con moglie) dall'Argentina e Josè Adamastor de Souza (con moglie) dal Brasile. Direttore del corso è stato Paolo Dimauro, anch'egli delegato WACAT. Cile Si sta organizzando un congresso panamericano sulla spiritualità, a cui dovrebbero intervenire esponenti dei CAT di Cile, Argentina, Ecuador e Brasile (zona di Rio), nonché due osservatori da Nicaragua e Costa Rica. Brasile I CAT del Nord-Est (Stato di Paraìba) lanciano un progetto, con il patrocinio della WACAT, intitolato “Il cambiamento di stile di vita”. Sarà rivolto alla comunità locale e coinvolgerà altre associazioni di volontariato, scuole, professionisti (medici, pedagoghi, psicologi, avvocati). Come parte del progetto, si svolgerà anche il 3° corso di sensibilizzazione a Paraìba dal 4 all'8 dicembre 2009.
Sri Lanka I CAT locali stanno lavorando alla realizzazione del 3° corso di sensibilizzazione nel 2010.
Notizie WACAT febbraio-marzo 2009 BielorussiaRiferisce Guido Dellagiacoma: “Sono tornato dalla Bielorussia, dove abbiamo tenuto un corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (metodo Hudolin) nella prima metà di marzo 2009. L’impatto con la cultura del bere in Bielorussa è stato scioccante. È stato sbirciando il comportamento di un gruppo seduto al tavolo accanto che ho capito perché in Bielorussia la lotta all’alcol è diventata un’emergenza. La vodka viene usata prima, durante e dopo il pasto. Sul tavolo ognuno ha un bicchiere ed un bicchierino ed alterna un sorso di vodka con uno di succo o di altra bibita. Dopo un po’ la vodka fa già il suo effetto: le risate aumentano, la voce si alza di tono e le ragazze hanno il loro bel da fare per tenere a bada le mani dei ragazzi.Per le strade si notano ancora tante persone che barcollano e molte bottiglie sparse qua e là attorno alle panchine”.UngheriaL’Associazione Ungherese Anti-Alcol delle Associazioni locali e dei Club (AE Klubszövetség Hungary), che è un’organizzazione nata 50 anni fa, che però è stata fortemente influenzata da Hudolin negli anni ’70, e che oggi è membra dell’EMNA, ha proposto sia alla WACAT, sia ad altre associazioni di mutuo aiuto in Spagna, Francia e Germania, di concedere il patrocinio ad un progetto di collaborazione internazionale che la stessa presenterà alla Commissione Europea. L’impegno richiesto a ciascun patrocinatore è quello di contribuire con lo scambio di buone pratiche. La Wacat è disponibile ad un generico patrocinio all’iniziativa. SloveniaRiferisce Alexander Moxe »Si sta svolgendo il primo Corso di sensibilizzazione, con 26 corsisti, di cui due terzi sono membri dei CAT locali e un terzo sono persone interessate che vengono da vari enti pubblici (scuole, enti sanitari, centri di assistenza sociale). L´ interesse dimostrato porterà probabilmente alla ripetizione del corso in autunno«.
Forum Europeo su Alcol e Salute 4a riunione - mercoledì 11 marzo 2009 - Bruxelles 61 partecipanti, più i rappresentanti della Commissione Europea (Direzione Generale Salute e Consumatori - DG SANCO). Risultati interessanti: 1. E’ stata approvata la “Clearing House” (stanza di compensazione), sviluppata dal Gruppo di Lavoro sui Giovani, che sarà un inventario di buone pratiche già oggi utilizzate in Europa per ridurre il danno alcolcorrelato fra i giovani. Questo inventario verrà ospitato sul sito della Commissione Europea, e noi avremo l’opportunità di caricare su tale sito una descrizione dei CAT, alcuni dati sulla loro efficacia, in particolare riferiti ai giovani, ed anche un “kit”, molto schematico e semplice, per permettere ad altre organizzazioni, che volessero, di poter replicare il progetto a casa propria. Sarà una grande opportunità di dare visibilità europea ai CAT. 2. La DG SANCO aveva chiesto che il Comitato Scientifico del Forum si esprimesse sull’impatto della pubblicità sul volume e le modalità di consumo di alcol, soprattutto fra i giovani, per mettere un punto fermo alle tante, divergenti opinioni, in seno al Forum, sull’esistenza di una correlazione fra pubblicità e consumi. L’opinione del Comitato Scientifico è stata illustrata da Ian Gilmore (Capo del Comitato Scientifico) e da Peter Anderson (capo del gruppo di lavoro che ha materialmente prodotto l’analisi). Dopo aver preso in esame una trentina di ricerche già svolte nel campo specifico, avendo notato che le metodologie adottate erano diverse e non davano risultati comparabili, il Comitato ha deciso di prendere solamente 13 studi, tutti di tipo longitudinale (cioè in cui vengono esaminate causa ed effetto), che hanno focalizzato diversi tipi di pubblicità (radio, TV, cinema, riviste, sui gadgets, etc.). Alcune situazioni non hanno dimostrato evidenti influenze sui comportamenti dei giovani (p.es. pubblicità in radio, o sulle riviste), ma Peter Anderson ha potuto concludere citando “evidenze coerenti e costanti che mostrano un impatto della pubblicità sia nell’indurre al bere dei giovani che prima non bevevano, sia nell’aumentare le quantità consumate da coloro che già bevevano”. Tale risultato è corroborato dalle conclusioni di altri studi svolti con altre metodologie, ad es. studi qualitativi, studi econometrici, studi sperimentali etc. Fra le varie situazioni presentate, è stato mostrato che raccomandazioni e suggerimenti dei genitori ottengono il risultato di ridurre l’impatto della pubblicità sui figli, ad esempio riducendo il desiderio dei figli di consumare alcol, o riducendo le loro “aspettative positive” e in definitiva riducendo il loro consumo. Io ho preso lo spunto per far notare l’efficacia dell’approccio famigliare, che è praticato quotidianamente nei nostri Club, dove i giovani non vengono considerati una categoria separata, ma sono parte integrante della famiglia. Che il Forum Europeo abbia concluso che la pubblicità incide sui comportamenti dei giovani rispetto all’alcol, è una grande notizia. Ora abbiamo un valido strumento per chiedere con maggiore convinzione e decisione un intervento delle istituzioni per ridurre o bandire la pubblicità (come stanno già facendo in Francia). Fino a poco tempo fa, anche all’interno del Forum, la risposta dell’industria era sempre che la relazione fra pubblicità e consumo era irrilevante o non dimostrabile. E’ possibile che durante il prossimo Forum di novembre si decida di andare più sul pratico, creando delle linee guida per i singoli governi. 3. Il Comitato sulla Raccolta Dati, Indicatori e Definizioni ha presentato alcuni risultati, e si è potuto notare che esso si è basato sulla terminologia dell’O.M.S. (bere a rischio e bere dannoso, consumo di alcol) e non su quella dell’industria (bere responsabile, abuso). Sono stati chiariti alcuni concetti: “Binge drinking” (definito come 60 gr. o più in una sola occasione, almeno una volta al mese, negli ultimi 12 mesi) e “Danno alcolcorrelato” (definito come anni di vita perduti - alcohol-attributable Years of Life Lost, YLLs). 4. DG SANCO aveva commissionato un altro studio, questa volta ad una società esterna indipendente, la Rand Europe, sull’eventuale influenza dei prezzi delle bevande alcoliche e del potere d’acquisto delle famiglie sui consumi di alcol e relativi danni derivanti. Anche in questo caso non si è trattato di uno studio che partiva da zero, dato che esiste già una robusta bibliografia sul tema, si è trattato quindi di una meta-analisi che ha esaminato gli studi già esistenti. La Rand ha presentato i risultati, spiegando che l’accessibilità delle bevande alcoliche è una funzione del prezzo di vendita e del potere d’acquisto delle famiglie. L’accessibilità, intesa come economicità, è aumentata in tutti i paesi d’Europa, negli ultimi 10 anni, tranne che in Italia. E’ stato dimostrato che esiste una relazione diretta fra la economicità delle bevande alcoliche ed il livello dei consumi, ed ugualmente che esiste una relazione diretta fra il livello dei consumi e certi tipi di danni alcolcorrelati (incidenti mortali, feriti da incidenti stradali, cirrosi). In particolare, l’1% di aumento nell’economicità è associato allo 0.22% di aumento dei consumi sul breve termine e allo 0.32% a lungo termine. Allo stesso tempo, l’1% di aumento dei consumi di alcol è associato allo 0.86% di aumento negli incidenti stradali mortali, 0.62% di aumento nei feriti da incidenti stradali, allo 0.37% di aumento nella cirrosi epatica cronica. Politiche tese ad aumentare i prezzi, attraverso l’aumento delle imposte, potrebbero essere quindi efficaci nel ridurre i consumi e quindi i danni, anche se una politica mirata solo ai prezzi potrebbe non essere decisiva. Infatti una politica veramente efficace deve intervenire anche su altre variabili, in quanto il problema alcolcorrelato è multifattoriale. E’ probabile che durante il Forum di novembre vengano preparate delle linee guida per i governi, per arrivare ad una armonizzazione delle imposte nei vari paesi, ma verso l’alto, non verso il basso come chiede l’industria. In Italia le imposte sulla fabbricazione della birra sono già state aumentate negli ultimi anni, non dovrebbe quindi essere difficile aumentarle ancora, più difficile sarà introdurle sul vino, dove oggi non ce n’è. Ma se ce lo chiedesse l’Europa…..
Ennio Palmesino
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