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ALCOHOL, ALCOHOL RELATED PROBLEMS & SOCIAL ECOLOGY ALCOL, PROBLEMI ALCOLCORRELATI ED ECOLOGIA SOCIALE Per la promozione dell'approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi e per lo sviluppo dei Club degli Alcolisti in Trattamento (metodo Hudolin) Promoting the Social-Ecological Approach to the Alcohol related and Mixed Problems, and supporting the dissemination of Clubs of Alcoholics in Treatment (Hudolin Methodology) |
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Corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (Metodologia Hudolin) ABBADIA ISOLA-Monteriggioni (SI) 9-14 MARZO 2009CONCLUSIONI Dal 9 al 14 marzo 2009 si é svolto ad Abbadia Isola – Monteriggioni (SI), all’interno della storica sede di Abbadia Isola, il Corso di Sensibilizzazione all’Approccio Ecologico-Sociale ai Problemi Alcolcorrelati e Complessi (Metodologia Hudolin), facente parte del progetto “Alcol e cultura: percorsi di sensibilizzazione per i problemi alcolcorrelati”, realizzato con il Bando CESVOT Percorsi di Innovazione, organizzato dall’Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento di Siena in collaborazione con i Comuni di Siena, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Sovicille, San Quirico d’Orcia, Rapolano Terme, U. F. Dipendenze Patologiche ASL 7 Zona Senese, Provincia di Siena, e con Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Associazione Genitori e volontari contro le tossicodipendenze “Il Sole”, Associazione Con-tatto, Circolo Culturale Arcadia. Al corso hanno partecipato 56 corsisti (di cui 40 hanno dato la disponibilità ad attivarsi nei programmi alcologici territoriali) provenienti dalle province di Siena, Firenze, Pistoia, Grosseto, Arezzo, Frosinone, Bari, Cosenza. Si ringrazia per l’ospitalità il Comune di Monteriggioni che ha messo a disposizione la bellissima sede e in particolare l’Assessore Anna Ballero per aver sostenuto la realizzazione di questo corso. Si ringrazia, inoltre, il Parroco della Parrocchia “Cristo Re” di Castellina Scalo, Don Giorgio Doriano Carraro, per l’accoglienza e per la disponibilità dell’utilizzo degli ambienti della Parrocchia. Si ringrazia il Servizio per le Tossicodipendenze della USL 7 Zona Senese, in particolare il Responsabile Dott. Mario Pellegrini, per la stretta e proficua collaborazione sia durante la fase di preparazione del corso che durante il corso stesso; l’Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento, che ha presenziato alla chiusura del Corso con il Vice Presidente Paolo Pucci e la Scuola di Perfezionamento in Alcologia. Si ringrazia il Comune di Siena che ha ospitato nella sede del Complesso Museale Santa Maria della Scala la giornata di Studio “Alcol e problemi correlati nelle Comunità locali”. Si ringraziano per la collaborazione tutti i Comuni sopracitati della Zona Senese che hanno promosso la realizzazione di questo corso e che hanno ospitato le serate di informazione e sensibilizzazione sui problemi alcolcorrelati e di presentazione del corso stesso. Si ringraziano il direttore del corso Guido Guidoni; il Codirettore del Corso e supervisore dei gruppi Angela Tilli; i conduttori dei gruppi: Antonella Bellugi, Paola Bruni, Simona Caracciolo, Giuseppe Interlandi, Paola Papi; i co-conduttori: Dino Bandinelli, Bruno Di Blasi, Mauro Di Folco, Francesca Equizzi, Daniela Mancini, Iosif Petrisor, Olivia Stanzani ed anche Paolo E. Dimauro, Ennio Palmesino, Luciana Santioli, Thierry Starnini, Mauro Travaglini che hanno partecipato come docenti. Si ringraziano inoltre per la segreteria Valentina Bucciarelli, Veronica Meoni, Giovanni Noli Grazia Vanon e Maurizia Vitaliani per il valido aiuto prestato. Si ringraziano con particolare affetto e riconoscenza le famiglie e i servitori insegnanti delle Associazioni dei Club degli Alcolisti in Trattamento di Siena e della Valdelsa che hanno collaborato a questa iniziativa accogliendo calorosamente i partecipanti alle loro riunioni settimanali; senza il loro prezioso contributo difficilmente si sarebbero ottenuti i risultati raggiunti. Inoltre si ringraziano le famiglie dell’ACAT Siena per aver ospitato gratuitamente durante la settimana tutti i corsisti provenienti dalle altre Province che avevano fatto richiesta. Il nostro pensiero va anche al Professor Vladimir Hudolin, che ricordiamo sempre con profondo affetto e gratitudine; senza il suo impegno non sarebbe stato possibile realizzare questo Corso ed i programmi in Italia. Un grazie, infine, ai corsisti stessi i quali hanno reso possibile il successo di questo corso, sotto il profilo dei risultati professionali ed umani. Il clima emozionale che si è creato e i contenuti trasmessi nelle lezioni, nelle tavole rotonde, nelle comunità, nei gruppi con conduttore ed autogestiti hanno stimolato le seguenti conclusioni: 1. L’approccio ecologico-sociale pone al centro la famiglia, con i sui diritti e doveri di proteggere e promuovere la propria salute e quella della comunità. 2. Perno del sistema ecologico-sociale sono i Club degli Alcolisti in Trattamento. 3. Il Club è una comunità multifamiliare composta da un minimo di due ad un massimo di dodici famiglie con problemi alcolcorrelati ed un servitore-insegnante; è inserito nella comunità e rispecchia la comunità stessa ed ha come obiettivo il cambiamento della cultura generale e sanitaria ad iniziare dal cambiamento dello stile di vita di tutta la famiglia. 4. Il Club è autonomo da qualsiasi istituzione pubblica o privata, è radicato nella comunità locale, è aperto alla cooperazione con le varie agenzie della comunità per la protezione e promozione della salute. 5. L’approccio ecologico-sociale si basa su una visione sistemica del mondo e del comportamento umano. 6. L’approccio ecologico-sociale rivolge particolare attenzione alla Spiritualità Antropologica come parte determinante della vita della persona, della famiglia e della comunità. Nel concetto di Spiritualità Antropologica rientrano i valori di cultura sociale, etica e di giustizia sociale. 7. I Club lavorano per la pace senza la quale non è possibile il cambiamento e la crescita del benessere della comunità. 8. Il Club opera attivamente per la protezione e promozione della salute nella comunità locale. Attraverso lo sviluppo di una rete territoriale facilita l'ingresso alle nuove famiglie e promuove il cambiamento della cultura sanitaria e sociale del luogo di vita e di lavoro. 9. Il Club è aperto a tutti i componenti della comunità con problemi alcolcorrelati senza alcuna discriminazione (etnica, religiosa, sociale, ecc.). 10. Il Club ha queste uniche regole: a) la puntualità e la regolarità negli incontri del Club; b) la riservatezza di quanto viene detto durante l’incontro; c) non si fuma durante gli incontri settimanali; d) si moltiplica all’ingresso della tredicesima famiglia. 11. Si ribadisce l’importanza che al Club partecipi la famiglia al completo e che ci si adoperi sempre più per favorire la partecipazione dei bambini e dei giovani al fine di ridurne le sofferenze ed offrire loro un futuro migliore. 12. La famiglia va intesa come l’insieme di persone che sono o legate da vincoli di parentela o legate da un rapporto significativo e continuativo; non necessariamente esse vivono sotto lo stesso tetto. 13. Tutti i membri delle famiglie, in coerenza con la visione sistemica dell’approccio ecologico-sociale, si astengono dal consumo di alcolici e di altre droghe illegali come primo passo del percorso verso il cambiamento dello stile di vita. La comunicazione dell’astensione dall’uso di alcol durante gli incontri del Club è parte fondamentale del lavoro del Club. Tale richiesta non richiede necessariamente procedure formali; piuttosto è auspicabile che sia parte delle relazioni amicali all’interno del Club. Quindi, l’irrinunciabile attenzione ai giorni di astinenza, anche finalizzata alla consegna dei diplomi, è da intendersi sempre come mezzo e non come fine. 14. La regolare tenuta del verbale delle riunioni del Club, per quanto non rientri nelle quattro regole del Club, costituisce comunque una pratica di grande importanza per il buon funzionamento del Club, la responsabilizzazione dei membri e, in qualche modo, costituisce “il diario di bordo” in cui poter raccogliere la vita, le storie, i pensieri, le emozioni, le “avventure” di ciascun Club. Se non scriviamo quello che facciamo con il tempo si perde la storia e l’identità. 15. Si ribadisce che nei casi estremi di persone con problemi alcolcorrelati la cui famiglia sia assolutamente assente, vada cercata una famiglia sostitutiva nella comunità locale e non tra le famiglie del Club; entrando nel Club i membri della famiglia sostitutiva assumono gli stessi diritti e doveri degli altri membri del Club compresa l’astinenza dalle bevande alcoliche. 16. Nel Club possono entrare famiglie con problemi complessi, cioè un problema alcolcorrelato che si combina con un altro problema (uso di altre sostanze psicoattive, disturbi psichici, senza dimora, problemi con la giustizia, etc.). 17. Le condizioni dell’ingresso di una famiglia con problemi complessi sono le seguenti: a) che la famiglia accetti di informare del proprio problema specifico le altre famiglie; b) che la famiglia assuma le stesse responsabilità delle famiglie del Club compresa l’astensione dal consumo di alcol e altre droghe; c) che ogni dieci famiglie con problema alcolcorrelato vi sia un massimo di due famiglie con problemi complessi (20%); d) è necessario che il servitore-insegnante e le famiglie siano aggiornate sui problemi complessi. 18. Le famiglie dei Club sono formate e aggiornate nelle Scuole Alcologiche Territoriali: queste sono attive su tutto il territorio. Il 1° modulo di formazione ed informazione è per le famiglie nuove del Club; il 2° modulo è per l’aggiornamento delle famiglie già inserite nei Club; il 3° modulo è per l’informazione e la sensibilizzazione delle famiglie della comunità. 19. Il servitore-insegnante è una persona che, dopo la settimana di sensibilizzazione, decide di mettersi al servizio delle famiglie e della comunità locale, nel campo dei problemi alcolcorrelati e della multidimensionalità della sofferenza umana. Partecipa con regolarità al Club ed agli incontri mensili di autosupervisione tra i servitori di Club e frequenta regolarmente i programmi di formazione permanente e di aggiornamento. 20. Ogni famiglia che entra nel Club ha sempre un colloquio iniziale con il servitore-insegnante del Club. Un precedente eventuale colloquio svolto da altri che non siano il servitore-insegnante del Club non può sostituire il colloquio iniziale. 21. Si ribadisce l’importanza dell’uso del termine sobrietà. Nei Club si creano le condizioni umane per poter scegliere liberamente un cambiamento per una sempre migliore qualità della vita. 22. Del Club fanno parte soltanto le famiglie con problemi alcolcorrelati e complessi ed il servitore-insegnante. Non ci sono tirocinanti, visitatori, volontari o quant’altro. L’unica visita prevista è quella concordata con le famiglie del Club da parte dei corsisti durante la settimana di sensibilizzazione. In questa occasione i corsisti non sono osservatori esterni ma partecipano all’incontro con le stesse modalità dei membri del Club (si siedono in cerchio, si presentano, parlano di sé, non giudicano, ecc). 23. Membri di famiglie di Club e di famiglie sostitutive che si rendono disponibili per il compito di servitore-insegnante, frequentano due Club: uno come famiglia e uno come servitore-insegnante. 24. Ogni incarico nella formazione e nelle associazioni può essere ricoperto esclusivamente da membri di Club, famiglie o servitori-insegnanti. 25. Per il territorio della Provincia di Siena si propone quanto segue: lo sviluppo dei programmi alcologici territoriali e, e nello specifico: a) l’aumento del numero dei Club di almeno il 50% entro la fine del 2009 (referenti: Giuseppe Interlandi, Paola Papi, Bruno Di Blasi), in particolare: · la nascita di un Club a San Miniato; · la nascita di un Club a Castellina Scalo ; · la moltiplicazione del Club di Poggibonsi b) lo svolgimento regolare della riunione mensile di autosupervisione dei servitori-insegnanti dell’ACAT Siena e dell’ACAT Valdelsa ogni primo giovedì del mese (referente Paola Bruni) c) la prosecuzione dell’attività di sensibilizzazione del territorio attraverso una sempre maggiore collaborazione tra i Club, i Servizi delle Tossicodipendenze e i Comuni della zona Senese (referente Antonella Bellugi); d) la creazione di una rete di collaborazione tra gli infermieri dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese “Le Scotte”presenti al corso (referente Paola Bruni) al fine di: · utilizzare le competenze e le sensibilità acquisite durante il corso nel loro lavoro quotidiano; · organizzare un incontro di restituzione (a breve termine) con i colleghi infermieri · organizzare un successivo incontro di formazione rivolto a tutto il personale dell’ospedale entro l’anno 2010 · diffondere nell’ambiente ospedaliero materiale informativo sui Club fornito dall’ACAT Siena e) i risultati di questo Corso di Sensibilizzazione ai Problemi Alcolcorrelati e Complessi e delle azioni da esso scaturite saranno riportati nella giornata conclusiva del progetto “Alcol e cultura: percorsi di sensibilizzazione per i problemi alcolcorrelati”, a cui saranno invitati tutti i partner del progetto, i corsisti e le famiglie dei Club che si terrà nell’autunno 2009 (referente Antonella Bellugi). f) lo sviluppo di una sempre maggiore collaborazione tra i programmi dei Club degli Alcolisti in Trattamento gli altri programmi di prevenzione dei problemi alcol-drogacorrelati e, più in generale, di promozione della salute.
26. Tutti i corsisti disponibili ad attivarsi nei programmi alcologici territoriali, i servitori-insegnanti dell’ACAT Siena e dell’ACAT Val d’Elsa, i conduttori e i co-conduttori sono invitati ad un primo incontro che si terrà presso la Circoscrizione 1 di Via Bernardo Tolomei ad Acqua Calda, Siena, il giorno giovedì 2 Aprile 2009 alle ore 21.
Le presenti conclusioni saranno inviate agli Assessori delle Politiche Sociali dei Comuni della Zona Senese; alla USL 7 di Siena in particolare al Servizio delle Tossicodipendenze e al Dipartimento della Prevenzione; a tutti i partner del progetto “Alcol e cultura: percorsi di sensibilizzazione per i problemi alcolcorrelati”; a tutti i soggetti presenti alla giornata di studio del 20.2.2009 “Alcol e problemi correlati nelle Comunità locali” e, per una maggiore diffusione, saranno pubblicate sul sito internet dell’AICAT (www.aicat.net ) e inviate alla rivista “Camminando Insieme”.
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